More servicesWindows Live
HomeHotmailSpacesOneCare
 
MSN
Sign in
 
 
Spaces home  La Voce del VentoPhotosProfileFriendsMore Tools Explore the Spaces community
Updated 11/10/2007
Updated 6/20/2007
August 20

Idillio fra me e il mare

 


Vivo un’altra dimensione
mentre lo sguardo
si perde nell’infinito
e la mente sgombra da pensieri
entra in un stato di torpore
Il sole con lieve tepore
riscalda la pelle
mentre l’aria trattiene ancora
le ultime frescure della notte.
L’onda rompendo il silenzio,
conclude l’ interminabile viaggio
frangendosi a riva
in un abbraccio d’amore.
Ed io
con lo sguardo rivolto all’infinito
contemplo l’immensità del mare
in quel silenzio colmo di sale.

18 Agosto 2008

(Un grazie a Maurizio)

(Il testo è tutelato dai diritti d'autore)

July 18

Una vita per due ali

 

Il mio nome è Giorgio e vivo ormai da molti anni su questa nuvoletta azzurra in Stardust Street al numero 7.

Sono stato chiamato direttamente qui prima ancora di nascere, di conseguenza non ho grandi ricordi che possano in qualche modo farmi rimpiangere qualcosa, anche se a volte sento la loro mancanza, come se mi fossi perso qualcosa di molto importante.

Ma a parte quei momenti sono cresciuto serenamente insieme a tanti altri come me, cantando e giocando senza mai avere grandi problemi.

Ero perfettamente soddisfatto fino al giorno in cui non vidi sfrecciare vicino alla mia nuvola, il grande Gabriele, aveva delle ali stupende mentre le mie non erano ancora spuntate. Lo guardavo ammirato e più lo guardavo più mi assaliva la bramosia di avere anch’io delle ali simili alle sue.

Un desiderio che si ingigantiva giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto.

Alla fine non riuscendo più a trattenere la mia impazienza mi feci coraggio, chiesi udienza all’Eccelso in persona e finalmente dopo un’attesa che a me parve lunghissima mi chiamò a rapporto.

Disse che capiva la mia frenesia e che da quel momento, avrei potuto dimostrare le mie capacità.

Mi spiegò il compito che mi aspettava in tutti i suoi dettagli aggiungendo che durante le missioni sulla terra non avrei mai dovuto toccare o rivelarmi agli uomini, i miracoli per il momento non mi erano concessi, dovevo usare solo le mie capacità intellettive e cosa più importante non abbandonare le mie ali, se mi fossi separato da loro anche solo per un minuto le avrei perse per sempre. Naturalmente ero al settimo cielo dalla gioia ed iniziai così il mio viaggio.

I primi tempi mi trovai un po’ in difficoltà, mi sentivo spaesato, i rumori assordanti, l’oscurità mi metteva i brividi ed il vociare delle persone era qualcosa a cui non ero abituato, poi lentamente vi presi l’abitudine adattandomi a quel ritmo frenetico.

Ero inesperto e frastornato sentendo che mi chiamavano da ogni luogo, cercandomi ed invocando il mio aiuto.

Facevo il possibile per soccorrerli ma non sempre il mio intervento era provvidenziale, a volte succedeva pure che non potessi fare nulla per chi piangeva e soffriva, dopotutto ero solo un angelo alle prime esperienze e non il Supremo.

Quell’incarico assorbiva il mio tempo giorno e notte ma non mi lamentavo, anzi, più riuscivo a portare conforto ad aiuto a qualcuno, più mi sentivo in grado di fare sempre di più, sempre meglio.

Ero così impegnato che non mi accorsi che piano, piano le mie ali avevano preso forma, erano diventate grandi, morbide e sicure e questo per un momento mi diede un certo compiacimento.

Finalmente ora, ero un angelo a tutti gli effetti.

Poi una gelida sera, di pieno inverno, sentii qualcuno che mi invocava, con voce afflitta cercava di me, ma la cosa alquanto strana era che questa voce al contrario di tutte le altre mi chiamava per nome, come se mi conoscesse ed io non riuscivo a capire come potesse essere.

Seguendo quella voce mi ritrovai davanti ad una bambina di circa otto o nove anni, stava rannicchiata al buio senza piangere, senza fiatare, nonostante ciò sentivo che la sua mente era in contatto con la mia.

Mi avvicinai a lei e mi accorsi che era spoglia e tremava dal freddo.

Lei parve avvertire la mia presenza, alzò lo sguardo verso di me come se mi vedesse mentre le sue labbra emisero un flebile lamento e questa volta la sua voce la udii distintamente mentre sussurrava: “Aiutami Giorgio, ti prego, aiutami”.

Come faceva a sapere il mio nome ed a sentire la mia presenza? Chi era quella piccola ragazzina e perché cercava proprio me?

Cercai di allontanare per un attimo quei pensieri, dovevo solo trovare il modo di prestarle aiuto, ma come e cosa avrei potuto fare?

Prima di tutto dovevo cercare il modo di riscaldarla o avrebbe potuto morire per il freddo.

Ah se avessi potuto soltanto sfiorarla con l’ala, avrebbe percepito immediatamente quel calore che le sarebbe bastato a non sentire più il gelo della notte.

Sentivo verso quella bimba indifesa qualcosa di particolare, come un senso di affezione, mi sembrava quasi di essere un suo frammento.

Fu per questo forse che senza pensarci mi avvicinai maggiormente a lei e lentamente feci scivolare sulle sue spalle le mie ali.

Lei alzò immediatamente gli occhi verso di me e sorridendomi mi disse: “Grazie fratello mio”.

A quelle parole la mente si snebbiò completamente e capii perché la sentissi a me così vicina, quella bambina avrebbe dovuto essere, se fossi nato, la mia sorellina terrena.

Mentre lei si stringeva al petto le mie ali, una luce accecante mi avvolse nella sua scia e mi ritrovai al cospetto dell’Eccelso.

Lui si accorse immediatamente delle mie spalle nude, invece di riprendermi mi sorrise e si complimentò con me per aver donato la cosa a cui tenevo di più, ma per aver trasgredito mi toccava ritornare sulla terra e rimanervi fino a quando quella bambina diventata ormai donna, non avrebbe avuto più bisogno delle mie ali. E fu così che ritornai nel luogo in cui la vidi e le rimasi vicino negli anni a venire, ero diventato il suo angelo personale, senza le ali naturalmente, ma questo non mi pesava poi molto, perché da lei avevo avuto il regalo più bello, avevo trovato quella parte di me mai conosciuta, scoprendo di essere amato sebbene non fossi mai nato.

 

 

(Il testo è tutelato dai diritti d'autore)

 

May 23

ER MICIONE VIRTUALE


 

Da cantare con il sottofondo musicale di

“LA BELLA TARTARUGA" di BRUNO LAUZI

Ho visto ‘n ber gattone chissà chi guarderà
chi lo sa
chi lo sa
ha gli occhi d’n cappone e il naso a cincillà
ma che fa
ma che fa
Co’_quer_mi_cio_ne
io ce starei,
du’ leccatine e quattro fusa je farei
perché er mio core ‘n dì rubbò
mentre al pc me stavo a divertimme ‘n po’
lo vidi che chattava
cercava ‘na mujera
glie dissi ber gattone
fa’ vede’ sta bandiera
su_bel_mi_cio_ne
vje’qui da me
che te preparo er piatto che te piace a te
du’_ra_tti_al_for_no con pataten
pijati ar volo sur comò
e poi t’offrirò
giornate divertenti

serate senza fiato
distesi sopra ‘n letto che sarà sempre disfato
du’ ovetti freschi freschi la mattina come prima colazziooooon

 

Ho visto un ber micione se chiama Simba e
sem_bra ‘n re
sem_bra ‘n re
m’attizza da morire quanno se fa er bidè
eh eh eh
eh eh eh

co’_quer_ga_tto_ne
io ce farei
quattro micetti forse è mejo dire sei
me viene un dubbio, chissà però
se je funziona  er coso là

presto si saprà,
me sembra  un po’ abbacchiato
sarà mica castrato
qui nun se batte chiodo ma che gatto che ho trovato

me annusa piano piano
poi storce pure er naso
me pare un po’ diverso ora er dubbio m’ha pervaso

un gatto senza palle nun lo voglio, nun se po’ proprio sposaaaaaa’

 

*******

 

morale, il virtuale riserva sempre delle sorprese e non sempre sono “belle sorprese”

 

March 20

Buon Pasqua

 

 
 
Una serena Pasqua a tutti gli amici
ed a coloro che passeranno di qua.
mae
March 03

CUORE DI FALCO


 

 Implume ti rivedo sul mio seno

il pianto tuo che s'acquetava piano

ricordo che afferrasti la mia mano

e il viso tuo si fece più sereno

 

Risento le primissime parole

un miele ancor racchiuso dentro al favo

che non capivo e l’animo era schiavo

così com’è la terra unita al sole

 

Rivedo quei tuoi primi passi incerti

aprir tentando le tue ali al volo

avevi un po' paura a stare solo

ma ti spronai a librarti in cieli aperti

 

Infine quando poi lasciasti il nido

completamente sordo al mio richiamo

volar volevi sul lontano ramo

seppur non eri pronto al volo infido.

 

Ricorda figlio per volare in alto

non basta l’ali posseder di falco

ma occorre del suo cuore averne il calco

e pronto tu sarai al grande salto.

 

Maestrale

 

(Il testo è tutelato dai diritti d'autore)
 
December 20

Buon Natale

 

 

A tutti coloro che passano di qua auguro giorni colmi di serenità    

November 21

BASTARDI E ANCORA BASTARDI

 
 
LURIDI BASTARDI
E POI SI HA IL CORAGGIO DI DEFINIRSI ESSERI UMANI, MA COSA C'E' DI UMANO IN TUTTA QUESTA CATTIVERIA E ATROCITA'?
 
 
IL VIDEO E' SCONVOLGENTE
SI STANNO RACCOGLIENDO LE FIRME PER CERCARE DI IMPEDIRE QUESTE MOSTRUOSITA'
November 13

Fratello mio

Fratello mio negli occhi ho il tuo sorriso

di quando giocavamo da bambini

sui letti con la guerra dei cuscini

tra risa che la vita ha poi reciso.

 

Abbiamo condiviso tanti giochi

ma non ci dividiamo la bandiera

tu sventoli la bianca, ed io la nera

ci ha separato l’odio tra due fuochi.

 

Fratello mio di tempo n’è passato

or guardo al cielo senza alzare gli occhi

la neve mi ricopre e i bianchi fiocchi

il rosso sul mio petto hanno lavato.

 

Colei che ci guardava con fierezza

sta già piangendo il figlio che ha perduto

dalla sua stessa carne fu abbattuto

al posto suo la terra mi accarezza.

 

maestrale
 
(Il testo è tutelato dai diritti d'autore)
November 11

CRUDELTA' UMANA

 
Crudeltà umana
Cane morto in nome dell'arte, l'indignazione viaggia sul web
 
Un cane legato a una parete e lasciato morire di stenti. Anche questa è arte?
 
LEGGETE L'ARTICOLO CLICCANDO SUL LINK
E FIRMATE L'APPELLO SUL SITO petitiononline.com
 

 

October 31

ANIMALI SCUOIATI VIVI

 
Io non ho più parole, vedendo fin dove si arriva con la crudeltà verso gli animali.
Senza vergogna ammetto di aver pianto.
 
 
IL MASSIMO DELLA PENA È VEDERE UN ANIMALE SCUOIATO VIVO.
ANCORA COSCIENTE, MENTRE CERCA UNA FUGA ORMAI INUTILE. SUCCEDE IN CINA. MA NOI COMPRIAMO QUESTE PELLICCE.
IL MINIMO CHE POSSIAMO FARE È CHIEDERE AL NOSTRO GOVERNO DI BLOCCARNE L'IMPORTAZIONE.